Passatella: un gioco tradizionale che è diventato un passatempo

07 Août 2018 - Arte & Cultura
Passatella: un gioco tradizionale che è diventato un passatempo

La Passatella è un antico gioco da osteria praticato principalmente nel centro e il sud Italia. Si tratta di un gioco alcolico conviviale, ma che può concludersi in risse generalizzate che spesso alimentano le rubriche di cronaca. Per saperne di più su questo gioco che affonda le sue radici nella Roma antica leggi il presente articolo.

 

Le origini della passatella

La Passatella è un antichissimo gioco da osteria praticato sin dai tempi dell'antica Roma. Questo gioco è stato chiamato "Rex vini" o "Regnum vini" dai Romani. Catone il Vecchio e Orazio ne parlano con entusiasmo. La passatella si diffuse poi nella Roma dei Papi. A quel tempo, il capo tavola o l'arbitro veniva chiamato "rex convivii" e il sottocapo "servus". Il capo tavola era libero di bere, ma se voleva far bere agli altri ospiti, doveva avere il consenso del sottocapo che non sempre era della sua stessa opinione. Si trattava di una situazione poco chiara che spesso ha portato all'esclusione o addirittura a cruenti lite. Gli antichi greci giocavano anche loro a un gioco da osteria molto simile alla passatella. Nei banchetti greci, un capo di nome "sumposiarch" veniva eletto per dettare le leggi di convivenza al tavolo e decidere le sanzioni da comminare ai trasgressori.

La pratica della Passatella ai giorni nostri

Nel 1700, questo gioco da osteria causò litigi e persino omicidi. Questa situazione attirò l'attenzione del Gran Tribunale del Vicario del Regno di Napoli e del primo ministro Bernardo Tanucci. All'epoca, il 26/06/1756 furono comminate severe sanzioni a coloro che ancora praticavano la passatella. A causa del suo carattere violento, questo gioco è vietato in Italia ancora oggi ai sensi dell'articolo 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, modificato dall'articolo 39 del decreto legge 30.09.2003, n. 269. Nonostante questo divieto, la passatella rimane un gioco popolare nell'Italia centrale e meridionale. È diventato un vero e proprio passatempo con l'obiettivo di bere in compagnia. Questo gioco è ampiamente giocato in Abruzzo e Lazio, dove vengono praticate diverse varianti della passatella, tra cui il "padrone e sotto" della comunità montana dell'Alto Vastese e la "lu vattarille", giocata nel comune di Vasto. Oggi, sia il vino che la birra possono essere utilizzati per giocarvi.

Le regole del gioco

In una partita di passatella, si individuano tre tipi di partecipanti gerarchizzati: il capo o arbitro, il sottocapo e i giocatori comuni. L'arbitro decide chi tra i giocatori può e non può bere. Dopo aver ottenuto l'autorizzazione del capo, i bevitori devono anche avere il consenso del sottocapo senza il quale non possono bere il bicchiere di vino o di birra. La persona che non è stata autorizzata a bere è chiamata "ormo", deformazione romanesca dell'olmo, una varietà di alberi con tronchi asciutti e senza frutta commestibile. Non è chiaro il motivo per cui la persona che non beve sia così chiamata. In un gioco, ci può essere un singolo ormo o degli ormi. Tutti i partecipanti contribuiscono all'acquisto della quantità di vino o birra necessaria per la pratica del gioco, anche l'ormo. Ad esempio, con otto giocatori al tavolo, si possono avere otto bicchieri di birra o meno ad ogni partita.

Le modalità di gioco della passatella

La Passatella si svolge solitamente in osterie, taverne o bar. Il numero di giocatori è da 4 a 10 o più. Il primo passo è quello di eleggere il capo e il sottocapo tramite sorteggio, giocchi di carte, bocce o morra. Nel comune di Celenza, ad esempio, i giocatori spesso usano i giochi di carte per designarli. Le carte della passatella hanno lo stesso valore di quelle usate per sapere chi ha la "primiera", cioè le migliori carte a scopa. L'asso è pari a 16 punti; il 2 a 12 punti, il 3 a13 punti; il 4 a 14 punti; il 5 a 15 punti; il 6 a 18 punti; il 7 a 21 punti; il fante, il cavaliere e il re a 10 punti. Il numero di carte distribuite dipende dal numero di partecipanti. Se vi partecipano 8 giocatori, di solito vengono distribuite 5 carte. Se invece i giocatori sono 10, 3 carte vengono distribuite con 1 carta al centro. Il giocatore che viene eletto "arbitro" o "capo" è il giocatore con il punteggio più alto. Il "sottocapo" o "servo" è il giocatore con il punteggio più basso dopo aver sommato le carte dello stesso seme. Per creare un'atmosfera speciale nella taverna, i giocatori usano gesti e parole provocatorie in questo gioco di carte. Una volta che il capo e il sottocapo sono stati designati, inizia la vera e propria partita di passatella. Le negoziazioni tra il capo e il sttocapo si intensificano e si susseguono una dopo l'altra per assegnare i bicchieri ai giocatori.

Lo scopo del gioco

Se lo scopo della passatella era quello di umiliare o screditare in pubblico una persona, quella scelta come ormo, appunto, oggi non è più così. Questo gioco è diventato un vero e proprio intrattenimento e un ottimo modo di bere in buona compagnia. La passatella offre spesso spettacoli originali, grazie alle argomentazioni usate dal capo per convincere il sottocapo ad accettare le sue proposte, o i dialoghi tra i due per decidere il da farsi. Si tratta di una raffigurazione delle dinamiche della vita reale, con regole, strategie e negoziati. Questo gioco può rafforzare l'amicizia, ma può anche creare tensione nel caso in cui il capo e il sottocapo non siano in grado di controllare la situazione o gli olmi rifiutino la loro sorte ed esprimano la loro insoddisfazione.

 

Informazioni sull'autore: Matteo Profili
Dalla mia adolescenza, ho sempre saputo fare felici le persone a me vicine con le mie idee specialmente nei fine settimana o anche durante i periodi di vacanze. Preferivo divertirmi invece di perdere il mio tempo. E di occasioni, non ne mancano. Adesso condivido questa passione per gli svaghi, di qualunque tipo, con tutti. Attraverso i miei articoli, attiro l’attenzione delle persone ad appezzare il mio aiuto e a far loro vivere la mia passione.
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